Mutazioni: tra nascere e morire”.

Il 2 e 3 ottobre, presso la Stazione Ippica di Martina Franca, si sono tenuti i Colloqui di Martina Franca. Hub Gruppo Mangini, socio del Consorzio Costellazione Apulia e sostenitore del progetto "Robin Hood" ha partecipato all'evento. Quest’anno il tema era “Mutazioni: tra nascere e morire”.

Nessuna relazione con il diffondersi della pandemia: tale tema era stato già deciso e annunciato lo scorso anno. Profetico verrebbe da pensare! A causa del lockdown è cambiata la data, il luogo, il modo di relazionarsi, tutto per garantire la sicurezza dei partecipanti senza perdere il piacere dell’incontro e della condivisione.

Il primo intervento è stato quello di don Giulio Meiattini, bibliotecario presso l’abbazia madonna della scala a noci. Le mutazioni da lui prese in considerazione riguardano la trasformazione del rapporto con la morte nell’uomo contemporaneo: la morte viene allontanata affidando la cura del morente ad altri, scompaiono i riti tradizionali come la veglia nella quale si esprime il lutto, e si affermano pratiche che garantiscono il distacco, come l’ospedalizzazione e il ricovero dell’anziano in case di riposo, dove la vecchiaia e la morte sono tenute a distanza. Ma paradossalmente la morte, così neutralizzata, viene anche spettacolarizzata: mai come in quest’epoca essa viene ossessivamente rappresentata, raccontata, esibita, nei resoconti ricchi di particolari della cronaca nera, nelle narrazioni cinematografiche colme di esecuzioni violente, nelle insane pratiche della rete che conducono i giovani, caduti vittime di giochi macabri, a togliersi la vita. A questo proposito è stato altresì descritto il desiderio sempre più diffuso di diventare gli arbitri della propria fine: sempre più paesi legittimano l’eutanasia e il suicidio assistito come pratiche lecite per porre fine ad una vita che si considera non più degna di essere vissuta. La morte inoltre si manifesta come spegnimento di civiltà, nel senso che la diminuzione delle nascite che contraddistingue l’occidente capitalista indica una volontà di fine, poiché una civiltà senza figli è una civiltà che si prepara al suo declino. Infine la morte subisce un’ultima trasformazione: essa comincia ad essere considerata come un limite da superare per conseguire l’immortalità. lo scopo dichiarato di alcuni ambiti di ricerca, per esempio l’intelligenza artificiale, è proprio quello di dimostrare la possibilità tecnica di una vita illimitata della mente.

PIERA GIACCONI COLLOQUI MARTINA FRANCA

Rossana Dedola, ricercatrice e psicologa presso l’Istituto C.G. Jung di Zurigo, ha parlato del passaggio dall’immortalità alla mortalità nella fiaba di Pinocchio: il burattino attraversa un percorso di consapevolezza che lo porta dall’essere un pezzo di legno potenzialmente immortale, a diventare un uomo che accetta, anzi, sceglie la mortalità come elemento imprescindibile dell’essere umano. Il processo di cambiamento avviene nel momento in cui la fata guarda Pinocchio e lo riconosce come individuo: è nell’essere guardati e riconosciuti che si sviluppa la crescita di un sé consapevole e maturo. L’essere umano ha bisogno dello sguardo dell’altro per diventare pienamente persona, come ha mostrato James Hillman descrivendo le vite di bambini che, inizialmente considerati poco dotati, (es. Einstein, Spielberg, Picasso) sono poi diventati qualcuno perché riconosciuti da uno sguardo che li ha compresi.

Eugenio Iorio, ricercatore ed esperto in information economic & political warfare e delle tecniche di manipolazione e gestione della percezione, ha parlato della manipolazione dell’informazione nell’infosfera digitale, e di come sia possibile, nell’epoca degli algoritmi, veicolare e controllare le preferenze degli utenti della rete. Gli individui che navigano nel web sono continuamente esposti al rischio di essere standardizzati e targettizzati senza esserne consapevoli, illudendosi così di essere gli artefici delle proprie scelte e gli arbitri delle proprie vite.

Questa è l’era della post-verità: non è importante che un’informazione sia vera, ma che sia convincente, e questo dipende dal numero di like che riceve. Nell’enorme mole di dati che circola nel cyberspazio non è decisivo che una informazione sia fondata o dimostrata, ma che sia seguita: è il numero di follower a determinare il peso di una notizia, di un post, o di un’opinione nel web. Tutto questo rappresenta una minaccia per la democrazia, in quanto gli esseri umani hanno la tendenza innata a cercare solo informazioni che confermano ciò in cui credono (soprattutto se queste “informazioni” spiegano in modo semplice fenomeni complessi, come accade col complottismo, es. "Il Covid-19 non esiste, è tutta una copertura architettata per coprire i danni del 5G”) e quando queste informazioni sono seguite da masse di persone, ciò rinforza i loro pregiudizi, estremizza le posizioni, e rende intolleranti e non aperti al dialogo, l’esatto contrario di un comportamento democratico.

Piera Giacconi, arte terapeuta, attraverso l’approccio della medicina narrativa, ha mostrato come si possa dar voce a parti nascoste di se stessi e migliorare la comunicazione con l’altro attraverso le filastrocche, la poesia e una più libera espressione corporea.

Padre Mariano Bubbico, padre cappuccino, psicologo e psicoterapeuta, ha descritto i cambiamenti verificatisi nelle tipologie di disagio lamentate dai suoi pazienti negli ultimi anni: da forme di nevrosi e sofferenza mentale nel complesso gestibili attraverso un’attenta psicoterapia, si è passati a forme psicotiche e gravemente debilitanti che rivelano un progressivo deteriorarsi dell’ambiente relazionale in cui tali psicopatologie hanno origine. Padre Mariano ha lamentato un pericoloso venir meno della qualità umana della gentilezza: i contesti nei quali viviamo subiscono una mutazione sempre più patogena perché stiamo disimparando a orientare i nostri comportamenti all’attenzione, alla cura, alla gentilezza nei confronti dell’altro. Solo la relazione con l’altro diverso da me può favorire un processo di umanizzazione, che si concretizza attraverso l’incontro, l’ascolto, la preghiera (anche in forma di meditazione) e la bellezza.

Ma come rispondono le imprese alle mutazioni, alla moltitudine di cambiamenti che impattano sull’organizzazione aziendale, sulle scelte etiche, relazionali e su quelle ambientali?

PIERA GIACCOMI COLLOQUI MARTINA FRANCA

Susanna Martucci, manager ed imprenditrice di Alisea, avvia la sua attività nel 1994 con la vendita di gadget promozionali, prestando attenzione all’oggetto ma non al materiale di cui è fatto. Nel 1982, all’età di 24 anni, viaggiando in treno ascolta una conversazione tra due professori universitari: discutevano sul fatto che i rifiuti sarebbero diventati un grande business in futuro. Per Susanna ha inizio così la mutazione, l’attenzione dall’oggetto si sposta al materiale di cui è fatto l’oggetto. Si informa sui materiali di scarto, sui rifiuti e di quello che attraverso processi di trasformazione possono diventare. Nasce Perpetua, la matita sostenibile, realizzata con un materiale recuperato dai processi di produzione industriale. Non ha colle, vernici e dura 20 volte di più di una matita tradizionale. Un bell’esempio di economia circolare. Bella ed elegante è presente nel design store del Moma di New York e al museo Guggenheim di Bilbao.  Anche la presidenza del G7 ha voluto Perpetua. Dal 2019 Alisea è società Benefit e parte degli utili vengono utilizzati per attività di grande impatto sociale, come le borse di studio per studenti e incontri formativi nelle scuole. Perpetua fa molto altro: collabora con una cooperativa che accoglie persone diversamente abili e insegna loro a raggiungere l’autonomia attraverso il lavoro che consiste nel confezionamento e nella logistica dell’eCommerce.

Giancarlo Ostuni, giovane imprenditore di Monopoli (BA), grazie ad esperienze fuori dal contesto familiare e universitario, come quella che lo ha portato in Birmania per partecipare ad un progetto di volontariato internazionale, o l’Erasmus per i giovani imprenditori nei Paesi Bassi, ha sviluppato un’attenzione particolare alla mobilità sostenibile. Partecipa e vince un bando per giovani imprenditori, avvia una start-up innovativa “Sagelio”, di cui è co-fondatore, si tratta di una delle prime aziende Benefit del sud Italia. Sagelio promuove la mobilità sostenibile attraverso la creazione di una adeguata infrastruttura di ricarica e noleggio di veicoli elettrici. L’azienda di famiglia opera nel settore dell’energia e del petrolifero e la sfida di Giancarlo è quella di arrivare progressivamente alla decarbonizzazione degli impianti. Un’impresa molto ambiziosa e difficile che però il giovane imprenditore è determinato a portare a compimento nel prossimo futuro.

Giovanna Laura Damiani (Ivana), Human Resources Area Manager Sud Italia- Leroy Merlin, ha parlato della capacità di mutare di un’azienda come nel caso della pandemia che stiamo vivendo e di come la tecnologia ho potuto sopperire a una serie di difficoltà attraverso le vendite online, l’implementazione del servizio telefonico, le riunioni a distanza. Tutti i dipendenti sono stati dotati di telefoni cellulari con le applicazioni necessarie per assicurare la continuità delle vendite e la soddisfazione del cliente. Naturalmente è stata garantita loro una formazione per l’utilizzo degli strumenti tecnologici e per muovere nuove leve motivazionali partendo dall’accettazione della mutazione che ha portato ad una nuova normalità.

Teresa Ludovico, Regista, drammaturga e direttrice artistica del festival “Maggio all’infanzia”, lavora al Teatro Kismet OperA/Teatri di Bari. L’attrice ha in momenti differenti tra le varie conferenze, recitato la sua personale reinterpretazione drammaturgica della fiaba di Pinocchio, prodotta per Za koenji Public Theatre di Tokyo dove è stata infine rappresentata.  

Sono state giornate ricche di nuovi significati e nuove relazioni.

Redazione Hub Gruppo Mangini

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